Il microbiota intestinale è l’insieme dei microorganismi (batteri, virus, funghi e parassiti) che vivono nell’intestino. In ognuno di noi sono presenti più di 100 trilioni di microorganismi (circa 10 volte più numerosi rispetto alle cellule del nostro organismo!): di questi, circa il 70% si trova nell’intestino.
Il tratto gastrointestinale, sterile alla nascita, già dopo poche ore viene colonizzato dai batteri ingeriti durante il parto e con la prima poppata del neonato, formando così il microbiota, che è diverso da individuo a individuo e rappresenta, quindi, una vera e propria impronta biologica, capace di distinguerci gli uni dagli altri.
Il microbiota intestinale è formato da batteri “buoni” (come, ad esempio, Bifidobatteri e Lactobacilli) e da batteri “cattivi” (come Clostridium difficile ed Enterococcus faecalis): per la nostra salute, è fondamentale che i microorganismi vivano in equilibrio, condizione definita eubiosi.
Se questo equilibrio viene alterato, si instaura uno stato di disordine, chiamato disbiosi, che è associato non solo a disfunzioni dell’apparato digerente, ma anche a disturbi più o meno gravi, in grado di compromettere, nel lungo periodo, il benessere generale.
COME IL MICROBIOTA INFLUENZA LA MENTE: L’ASSE INTESTINO-CERVELLO
Quando pensiamo al cervello, immaginiamo un organo complesso che elabora comandi, pensieri ed emozioni: non lo collegheremmo di certo all’intestino, che svolge funzioni ben diverse! In realtà, cervello ed intestino sono strettamente correlati: le ricerche stanno infatti dimostrando che esiste una stretta comunicazione che collega i due organi, chiamata “asse intestino-cervello”.
L’elemento chiave di questa comunicazione è rappresentato proprio dai microorganismi che popolano il nostro intestino, che producono sostanze in grado di influenzare direttamente il nostro cervello. Si è visto che i batteri intestinali sono capaci di produrre diverse molecole tra cui, per esempio, la serotonina, un ormone che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umore.
Inoltre, i due organi sono reciprocamente collegati tramite una complessa rete di comunicazione che consente l’invio di segnali elettrici dall’intestino al cervello e viceversa. Attraverso questi collegamenti, il cervello controlla le funzioni dell’intestino e, a sua volta, l’intestino può modificare le funzioni del cervello.
Quando i batteri “buoni” del microbiota intestinale non sono in grado di controllare i batteri “cattivi” (disbiosi), la barriera intestinale diventa permeabile e non riesce più a bloccare batteri dannosi e sostanze tossiche, che entrano nel torrente circolatorio, si diffondono nell’organismo e possono raggiungere il cervello, alterandone significativamente le sue funzioni.
Non dobbiamo inoltre dimenticarci che la relazione tra intestino e cervello è a doppio senso: così come lo stato di salute dell’intestino si riflette sul cervello, è vero anche il contrario. Periodi particolarmente stressanti o la nostra incapacità di affrontare paure e decisioni possono incidere negativamente sul normale funzionamento dell’intestino (con conseguenti episodi, ad esempio, di stipsi o di colite). Allo stesso modo, dieta e disordini intestinali possono avere ricadute sull’umore (ecco cosa significa somatizzare lo stress).
ALCUNI CONSIGLI PER MANTENERE IL GIUSTO EQUILIBRIO
Come abbiamo visto, la salute del nostro intestino è molto di più di una buona digestione: da essa dipende infatti il benessere dell’intero organismo, cervello incluso. Prendersi cura del proprio intestino significa prendersi cura di tutto il corpo.
Come fare, quindi, per trattare al meglio la nostra “pancia”?
Per mantenere una flora batterica intestinale in salute è importante rispettare delle buone abitudini alimentari e seguire uno stile di vita sano, praticando attività fisica e mantenendo una buona qualità del sonno.
L’idratazione è fondamentale per la salute dell’intero organismo, così come per l’equilibrio del microbiota: bisogna quindi ricordarsi di bere a sufficienza e regolarmente durante la giornata.
Una dieta ricca di frutta, verdura, fibre e cereali, con un consumo moderato di alimenti di origine animale (pesce, carne bianca, latticini, uova) è associata ad un microbiota intestinale sano e, al tempo stesso, fornisce le sostanze ideali per la proliferazione di batteri “buoni”.
Al contrario, il consumo frequente di cibi pronti, di bevande zuccherate, di dolci realizzati con zucchero raffinato o di spuntini confezionati promuove la disbiosi.
PROBIOTICI E PREBIOTICI: CONOSCI LA DIFFERENZA?
I probiotici (dal greco “pro-bios”, cioè a favore della vita), chiamati comunemente fermenti lattici, sono microorganismi (soprattutto batteri) vivi, utili a mantenere in salute l’intestino; i più famosi sono i Bifidobatteri e i Lactobacilli.
In natura esistono molti probiotici: li troviamo, per esempio, nei formaggi e negli alimenti vegetali fermentati. C’è però un problema: i probiotici raramente raggiungono intatti l’intestino, perché l’ambiente acido dello stomaco li distrugge in buona parte.
Questo è il motivo per cui, per esempio, lo yogurt tradizionale non può essere considerato un alimento probiotico, perché durante la digestione nello stomaco perde la maggior parte dei batteri “buoni” che contiene.
Di conseguenza, a volte la quantità di probiotici che introduciamo con il cibo non è sufficiente all’intestino per stare bene. Inoltre, alcuni fattori come, per esempio, una cura antibiotica possono causare un’alterazione della flora intestinale, con conseguente disbiosi. Per questo motivo, un grande aiuto arriva dagli integratori a base di probiotici, contenenti batteri vivi protettivi, in grado di esercitare un’azione di equilibrio sulla flora intestinale.
I prebiotici sono fibre alimentari presenti nel cibo (frutta e verdura), che non vengono assorbite dall’organismo, ma utilizzate dall’intestino per diventare cibo dei batteri “buoni”.
I prebiotici, a differenza dei probiotici, hanno un grande vantaggio: resistono all’azione degli acidi dello stomaco e quindi arrivano nell’intestino senza subire modifiche.
I più conosciuti sono l’inulina (estratta principalmente dalla cicoria) e la pectina (fibra solubile presente nella frutta).
Riassumendo, i probiotici sono i batteri “buoni” che aiutano il nostro organismo a mantenersi in salute; i prebiotici (fibre) sono invece il loro nutrimento, necessario a farli crescere e moltiplicare.
Se pensi di avere bisogno di un aiuto per la salute del tuo intestino (e non solo), chiedi consiglio al tuo farmacista!




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